martedì 19 settembre 2017

Ms Darcy Style

Molto spesso mi capita di ascoltare coppie che raccontano di come sia avvenuto il primo incontro e sempre più di frequente è capitato di sentir iniziare questo racconto con “l’ho conosciuto su internet”, “mi ha aggiunto su facebook”, “ha messo like alla mia foto su instagram”.

Ora, sono consapevole di essere una persona alquanto particolare, nel senso che, come Ms Darcy di Orgoglio e pregiudizio della Austen, fatico ad approcciare con persone mai viste prima nella vita, di solito mi ci vuole un po’ per sciogliermi e sicuramente ho bisogno di essere stimolata nel dialogare.

Ovvio, non posso mica pretendere che un ragazzo mi rincorra per strada solo perché i nostri sguardi si sono incrociati per caso e naturalmente non posso neppure lasciare tutto il lavoro sporco al medesimo ragazzo; quindi la domanda è: in quest’epoca, dove tutto gira intorno ad internet, come si fa a conoscere un ragazzo incontrato per caso in strada?

Nello specifico: oggi, fuori l’ospedale Vannini di Roma, ho notato un ragazzo nel complesso molto carino; lui ha notato me, i nostri occhi si sono appartenuti per un nano secondo molto piacevole e poi io ho continuato per la mia strada e lui per la sua… peccato!

All’interno dell’ospedale ci siamo rincontrati e ci siamo riguardati, sempre per un momento. Io cercavo il reparto giusto, lui sicuramente stava lavorando perché aveva uno di quei carrelli con cui si trasportano grandi carichi, poi io ho continuato a cercare il reparto giusto mentre lui era li, fermo, in attesa che le porte dell’ascensore si aprissero e in quell’occasione ci siamo guardati ancora qualche volta.

Che cosa si fa in questi casi? Si lascia che le persone ti sfilino davanti senza la possibilità di fare nulla? Qual è il modo più giusto di comportarsi? Esiste un manuale? Un corso d'aggiornamento?
E lui avrebbe dovuto fare qualcosa? Ma poi, non è che mi guardava per cercare di capire perché mai io lo guardassi?

Una montagna di domande senza alcuna risposta, ma una certezza infondo c’è: grazie agli eventi, e al mio carattere alla Ms Darcy style, non lo saprò mai...


martedì 28 aprile 2015

Vi era una linea sottile tra comprensione e compassione.
Di uno aveva bisogno, dell'altro aveva il vomito. 

mercoledì 10 dicembre 2014

Mi sto perdendo in un bicchiere d'acqua.

Non scrivo da molto.
Sarà la consapevolezza di non saperlo fare,
sarà che ho riletto le cazzate scritte.
Sarà che il periodo di buio non passa,
sarà che non so di cosa scrivere.
Sarà che sono cambiata,
sarà che non ho più tempo.

Aspetterò che arrivi luglio. Lo aspetterò con ansia, ma non si affrettasse ad arrivare che di cose da sistemare prima di quella data ce ne sono; e una volta giunto sarà o una vittoria, o una tremenda sconfitta... in entrambi i casi la mia vita cambierà, e in entrambi casi ho il terrore di non saperla gestire.

#mistoperdendoinunbicchieredacqua

giovedì 16 ottobre 2014



Il saggio non concepisce la guerra e la bandisce a partire dalle relazioni interumane, mentre chi vuole la guerra l'applica già dentro casa, tra vicini, tra compagni di lavoro, nella scuola, come sistema di educazione che è prima di tutto strategia di lotta. La saggezza chiede che non si faccia la guerra e che si chiuda il mercato delle armi e poi che si calmino gli animi. Senza la cessazione della produzione degli strumenti di guerra, la guerra continuerà e la si farà dovunque e per i più futili motivi, pur di consumare armi e di continuare a produrle, e il loro uso significa solo morte, morte di soldati e di civili poiché nessuno più combatte nei campi di battaglia lontano dalle città.

La guerra, oltre alla morte attuale, produce odio che fomenterà voglia di nuove guerre; e l'odio è lo sport preferito dalle industrie belliche che vivono di bambini e di donne massacrati dalle bombe intelligenti, dalle mine antibambino. Se si rompono i corpi senza ammazzare, si attiva una industria dell'handicappato di guerra che è sempre sussidiaria a quella dell'ammazzare diretto.

Il potere vuole la guerra e l'odio che la rende perenne, la saggezza non conosce l'odio e non sa concepire la guerra, anche se la conosce e si sente importante nei suoi confronti. La guerra è dentro il potere, fa parte della mente alterata dal possedere e dal possedere sempre di più che riduce la testa a un magazzino o a Il saggio non concepisce la guerra e la bandisce a partire dalle relazioni interumane, mentre chi vuole la guerra l'applica già dentro casa, tra vicini, tra compagni di lavoro, nella scuola, come sistema di educazione che è prima di tutto strategia di lotta. La saggezza chiede che non si faccia la guerra e che si chiuda il mercato delle armi e poi che si calmino gli animi. Senza la cessazione della produzione degli strumenti di guerra, la guerra continuerà e la si farà dovunque e per i più futili motivi, pur di consumare armi e di continuare a produrle, e il loro uso significa solo morte, morte di soldati e di civili poiché nessuno più combatte nei campi di battaglia lontano dalle città.

La guerra, oltre alla morte attuale, produce odio che fomenterà voglia di nuove guerre; e l'odio è lo sport preferito dalle industrie belliche che vivono di bambini e di donne massacrati dalle bombe intelligenti, dalle mine antibambino. Se si rompono i corpi senza ammazzare, si attiva una industria dell'handicappato di guerra che è sempre sussidiaria a quella dell'ammazzare diretto.

Il potere vuole la guerra e l'odio che la rende perenne, la saggezza non conosce l'odio e non sa concepire la guerra, anche se la conosce e si sente importante nei suoi confronti. La guerra è dentro il potere, fa parte della mente alterata dal possedere e dal possedere sempre di più che riduce la testa a un magazzino o a centrale di contabilizzazione dell'avere e del desiderio di avere. E la guerra è un sistema per avere presto e tanto.

La pace non è un miraggio, ma una necessità di esistenza centrale di contabilizzazione dell'avere e del desiderio di avere. E la guerra è un sistema per avere presto e tanto.

La pace non è un miraggio, ma una necessità di esistenza.

--Vittorino Andreoli.

venerdì 5 settembre 2014

Anche se si è consci dell'ineluttabilità del fato, ci si può trovare impreparati;

molti vorrebbero fuggire dal proprio destino, ma è tutto predisposto.

Allora siamo senza speranza? Siamo burattini?

No, i momenti cruciali arriveranno comunque, ciò che conta è come si reagirà e quello a cui ognuno di noi è destinato apparirà chiaro.



domenica 1 giugno 2014

Radiohead - Creep


I WANT YOU TO NOTICE WHEN I'M NOT AROUND



Ultimamente ho il rifiuto di ogni tipo di social network, per questo sono sparita dal web.
Il clima e le buone giornate mi invogliano al passare più tempo possibile in giro, visto che ne passo già abbastanza in camera a studiare.
Una cosa di cui non mi sono stancata, e che non mi stancherà mai, è ovviamente la musica e per questa sera mi piacerebbe deliziarvi di un brano a me molto caro, che mi provoca pelle d'oca e tachicardia.

Ieri sera ho avuto modo di ascoltarlo live, in un pub a san lorenzo (san lollo, per gli amici), cantato da una donna bravissima, che ammiro e stimo molto.
Lei è un insegnatedicanto/amica di mia sorella, anch'essa cantante.

Via lascio in buone note, buonanotte!

mercoledì 14 maggio 2014

Progetto SanBa!

Cambiare volto al quartiere dipingendo i palazzi.

A Roma è partito il progetto SanBa, che ha l'obiettivo di ridisegnare l'estetica del quartiere San Basilio.
LIQEN e Agostino Iacurci dipingeranno quattro facciate degli edifici messi a disposizione dall’Ater in via Fabriano e in via Recanati.

Gli abitanti dei palazzi hanno scelto i soggetti delle opere dei due artisti con riunioni di condominio e speech di avvicinamento e sensibilizzazione all'arte contemporanea.

Non scelte calate dall’alto, dunque, ma, come ha dichiarato Simone Pallotta del team Walls, curatore artistico di Sanba,     “un’arte pubblica nel vero senso della parola, che rende partecipanti attivi gli abitanti del quartiere tenendo conto dei loro desideri e delle loro esigenze. Un’arte partecipata che mira comunque alla produzione di opere contemporanee potenti e di grande valore grazie al coinvolgimento dei migliori artisti. Il nostro auspicio è quello di valorizzare territori difficili creando nuovi flussi turistici dal centro alle periferie."

Sanba sarà anche un documentario: la casa di produzione cinematografica Kinesis ha infatti tenuto un corso di scrittura creativa al liceo Von Neumann e sta realizzando con l’apporto degli studenti un docufilm sull’intera manifestazione per la regia di Valentina Belli. L'iniziativa si concluderà il 30 maggio con una festa nel quartiere.