martedì 5 novembre 2013

Romy

Stavo pensando che vi regalo sempre la parte più triste di me, che non vi racconto mai di quando sono felice, spensierata, carica; non vi racconto mai delle persone che ci sono nella mia vita e che non sono di passaggio, ma sono quello su cui posso contare; non vi racconto mai di quando passo una bella serata o mi diverte qualcosa in particolare. Insomma, mi sono resa conto di essere un sacco PESANTE!

Per esempio, sono stata a Londra (e questo lo sapete), ho conosciuto gente e ho vissuto i più bei giorni della mia vita, ma non ve li ho raccontati: mi sono soffermata sulle cose brutte, sulla malinconia che provavo nel rientro a Roma eccetera eccetera.

A Londra ho conosciuto Romy, un bel ragazzo arabo con la pelle mulatta, capelli scuri e occhi neri.
Lavorava nel mercato vicino al negozio del mio boss e per questo ci incontravamo tutti i giorni.
Ogni mattina andavo al mercato a comperare la frutta e la verdura per il negozio e lui era li, con il camice che serviva i suoi clienti.
Lavorava ad un banchetto di prodotti gastronomici arabi con suo cugino e altri parenti.
La prima mattina che l’ho visto mi ha sorriso e io ho educatamente risposto al sorriso, ma il giorno seguente è venuto da me e mi ha chiesto come mi chiamavo e dove lavoravo.
La conversazione non è andata molto oltre visto che il mio inglese non era il massimo e infatti più di qualche volta ho consultato il traduttore dello smartphon per farmi capire.
Le mattine seguenti  ci salutavamo e guardavamo intensamente e dopo qualche volta mi ha chiesto di prendere un caffè insieme e ovviamente ci sono andata.
Siamo stati benissimo e ci siamo baciati e dopo il primo bacio non riuscivamo a staccarci l’uno dall’altra.
Ci siamo visti per altre volte e c’è sempre stata quella magia che non mi faceva evitare di baciarlo, toccarlo o semplicemente guardarlo. Fino all’ultimo incontro…

L’ultima volta che l’ho visto era diverso, era strano e poi ho capito. Mi ha raccontato di avere una moglie e che non riusciva ad andare oltre con me per il senso di colpa che provava, è stato un oretta buona a scusarsi e non  faceva altro che ripetere che ero fantastica e che si faceva schifo per  avermi presa in giro. Mi ha spiegato che inizialmente voleva solo fare lo stupido e che sarebbe dovuta finire in una camera da letto e niente di più, ma che poi mi ha conosciuta ed è stato diverso.

Io semplicemente credo in tutto questo perché l’ho guardato negli occhi mentre pronunciava ogni singola parola. Era sincero, lo so e mi basta.
 Sono stata male per lui, ma il ricordo che ho del tempo passato insieme è felice.

5 commenti:

  1. Beh, una storia agrodolce! :D
    Alla fine, se resta un bel ricordo, è una cosa bella :)

    Notte.

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, assolutamente è così.
      Non so se il messaggio che volevo trasmettere è arrivato, ossia che sono felice comunque sia andata a finire.

      Ciao Moz!

      Elimina
    2. Sì, certo che è arrivato!
      Ecco perché ti ho scritto quella cosa... Alla fine, in molti casi, non è la meta che conta, ma il viaggio, no?^^
      Se poi anche la meta è bella, allora... BINGO :)

      Moz-

      Elimina

Esploratore lascia la tua impronta