sabato 26 aprile 2014

:)



Year after year, running over the same old ground.

What have we found? The same old fears.


giovedì 24 aprile 2014

L'arte del saperci fare..

La conoscenza.
Uno dei momenti più difficili secondo me.
Le prime conversazioni dove cerchi di mostrarti interessante, piacevole e disinvolto, ma dove quello che conta è rimanere te stesso.

Per una come me, di molte poche parole, che si agita durante questi momenti, è estremamente difficile farsi conoscere per quello che veramente si è.
Brucio momenti da una vita, ritrovandomi a mordere le mani per degli sbagli commessi, mossi dal mio modo terribilmente imbranato e assolutamente inesperto di ammaliatrice...



 

martedì 15 aprile 2014

"Amare è soffrire. 
Se non si vuol soffrire, non si deve amare. 
Però allora si soffre di non amare. 
Pertanto amare è soffrire, non amare è soffrire. Essere felice è amare: allora essere felice è soffrire.
Ma soffrire ci rende infelici. 
Pertanto per essere infelici si deve amare. 
O amare e soffrire. 
O soffrire per troppa felicità. 
Io spero che tu prenda appunti."


[ Amore e guerra di Woody Allen,]

giovedì 10 aprile 2014

Che poi dovevo solo capirlo io.

Abbiamo la consapevolezza che prima o poi tutto finisce,  per questo viviamo con l'ansia.
Alle bugie rispondiamo con altre bugie.
Alle verità non sappiamo che rispondere.
Siamo oro nascosto sotto metri di terra.
Vivere.

Non c'è niente di giusto,  niente di vero.
Prendete quel che volete,  quel che potete.
Leggeri, appassionati,  creativi.

Martina è libera, Martina può, Martina sorride! 

lunedì 17 marzo 2014

Serata Imperfetta; WEB II°

Una telefonata. Riccardo.
Era venerdì pomeriggio e i suoi non erano in casa, si programmò cosa indossare per l’invito ad uscire e si diresse in bagno, dove apri i rubinetti per far riempire la vasca e accese lo stereo; la stanza si colmò di vapore e musica.

Si immerse nell'acqua bollente cercando di rilassarsi, ma i pensieri le invasero la mente. Pensava al ragazzo del web, aveva una sensazione strana quando pensava a lui, come se stesse facendo qualcosa di sbagliato, come se lo stesse tradendo.
Le scappò un sorrisetto e scosse la testa quasi imbarazzata per ciò che stava pensando. Così chiuse gli occhi e si abbandonò, mentre lo stereo cantava, “butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno, giuro che lo farò, e oltre l'azzurro della tenda nell'azzurro io volerò”.
Uscita dalla vasca, si ricoprì di olio profumato e si asciugò i capelli; in camera si vestì e si truccò.

Il display del cellulare s' illuminó annunciando un messaggino di lui “sono qui sotto, ti aspetto”; posò il cellulare sulla scrivania e si sedette sul bordo del letto, con le mani giunte tra le gambe. Si sentì strana, non sentì quella fretta di scendere che si dovrebbe sentire quando si va ad un appuntamento.
Si alzò e si guardò allo specchio. Prese un kleenex e se lo passò sulle labbra per togliere il rossetto rosso. Si tolse il vestito nero troppo scollacciato, e si mise un maglioncino grigio molto largo, uno shorts sopra le calze e stivali bassi neri.

Così si sentiva più nei suoi panni, ma la strana sensazione che aveva non le passava.
Prese il cellulare e mise 20 euro nella tasca dello shorts, burro cacao e scese.

Lui la salutò e fece per baciarla sulle labbra, ma lei lo abbracciò per evitare il bacio e salirono in macchina.

Trascorsero 20 minuti in macchina e parlarono di cose ovvie, scontate, per niente incuriosenti, lei si finse cordiale, lui si finse interessante.
Arrivarono al pub. Le sue amiche lo frequentavano spesso e sperò di scorgere qualche faccia familiare tra la folla.
Si accostarono al bancone del bar. Lui le disse di aspettare un secondo, lei pensò che avrebbe aspettato anche tutta la vita.
Lui tornò, troppo presto, la prese per la mano e la tirò tra la gente come se fosse un mulo che non vuole saperne di camminare, facendola scontrare con varie persone.
Una volta al tavolo, si sistemarono e lui ordinò due calici di vino rosso, quando lei lo fermò e sostituì la sua ordinazione con una tennent’s.

Parlarono. Lui le strappò qualche bacio, ma lei non ne aveva voglia.
Ed ecco che tornò quella strana sensazione, che la spinse a chiedere di essere riaccompagnata a casa.


Poi una sua mail che la fece rilassare e sorridere.