Ci sono persone che
nella vita arrivano sempre nel momento sbagliato.
Ecco, io sono una di
queste!
È tanto che non
scrivo sulla mia vita privata, ma in passato ho scritto tanto…
Chi mi leggeva,
ricorderà sicuramente i miei disastri “d’amore” (che
poi se in fondo in fondo fosse amore non l’ho mai capito); tanti
nomi che, oggi, non vogliono dire quasi più niente, ma questa cosa
non vale per tutti.
Ci sono delle
tempistiche che vanno rispettate anche in questo campo, ed io, è un
vita che sono in ritardo.
Paolo. Parliamo di
lui… Un gran amatore, un gran provocatore, un gran paraculo!
Si, ovviamente
l’essere paraculo era la cosa che più mi attirava, ma anche la
cosa che mi ha fregata.
Avete letto bene,
“era”, perché è iniziata e finita in un battito di
ciglia.
È iniziata
velocemente, entrambi consapevoli di quello che era, e di quello che
eravamo; non avevamo bisogno di mentire, perché volevamo la stessa
cosa.
Io libera come un
granello di sabbia nell’oceano, lui non propriamente libero!
Eravamo
complementari, ci piacevano le stesse cose in parecchi campi e credo
di non essermi sentita così tanto desiderata mai nella vita.
La strange
situation è andata avanti per un paio di mesi. Ho cercato di non
pensare minimamente al “poi”, ma il “poi”,
prima o poi, arriva sempre.
La sua tipa
viaggiava per lavoro, questo ci ha permesso di vivere il rapporto
completamente, senza privarci di nulla; abbiamo cenato, pranzato, ci
siamo svegliati insieme, abbiamo fatto colazione tra le lenzuola dopo
una serata alcolica… tutto ciò che ci si aspetta da un rapporto
(credo).
Poi, arriva la prima
sera lontani, dopo tante sere insieme. Mi chiama. Gli manco. Mi
racconta nel dettaglio tutto quello che vorrebbe in quel momento
(telefonate per adulti insomma); poi, cade la linea…
Mi richiama. È
molto tardi. Le parole esatte sono state “Scusami tesoro, si era
svegliata lei”.
La sensazione non è
possibile descriverla: rabbia, delusione, imbarazzo, gelosia,
fastidio e poi black out.
Percepivo lui che
recitava una quantità infinita di scuse, che però non mi
arrivavano.
Nella mia testa
rimbombava la frase sentita come un martello demolitore in azione, e
l’unica cosa a cui riuscivo a pensare era perché…
Perché
mi chiami tesoro, per
la prima volta, in questa
situazione? Perché mi chiami al telefono
se lei è lì con te? Perché lei è lì con te? Perché non mi
avverti che lei è lì con te?
La
strange situation è
andata avanti per pochi altri giorni dopo quella sera.
Ho
avuto una gran paura di innamorarmi e non ne avevo diritto, ho avuto
paura di farmi male e non ne avevo voglia.
Certi
denti vanno levati senza pensarci troppo… e prima che arrivi il
“poi”.
Chi sono io? Cosa sarò? Che cosa sono stato?
Tra quello che ho vissuto e quello che ho immaginato.
Ora di te cosa farò, é così complicato
Se muoio già dalla voglia di ricordarti a memoria