domenica 27 ottobre 2013
Lei era un po' strana.
Lei trovava un bacio romantico dopo aver detto “ non sei la mia vita, non lo sarai mai, promettimi che non faremo mai tutto insieme . “
Era una di quelle donne che gli uomini trovavano attraenti da lontano, era una conquista e una lotta con lei, di questo non vi erano dubbi. Ma poi una volta vicini, le sue unghie facevano male.
Ci si accorgeva che non recitava. Che aveva qualcosa di malandato. Che lei davvero avrebbe fatto di tutto per non dipendere, per non mettere al primo posto una persona. Che a costo di vederlo per noia, si sarebbe inventata qualunque cosa ma per conto proprio.
Era orgogliosa, e probabilmente sarebbe morta sola con quell'orgoglio a cui teneva tanto che l'aveva spesso intralciata, ma anche fatto dire " menomale che non l'ho fatto ".
Non le erano mai mancati gli uomini intorno, ma erano tutti patetici, credevano che sarebbe cambiata, credevano che avrebbe messo tutto quello da parte e che avrebbe incominciato ad amare come le altre.
Ma lei aveva qualcosa in più o in meno. Lei aveva perso l'amore della sua vita, ed era andata avanti lo stesso, aveva superato bugie e menzogne , non perdonandole, ma condannandole.
Era come un guerriero in battaglia che ricordava ogni cicatrice.
I sentimenti non potevano più ingannarla. Le belle favole erano solo favole. E avrebbe volentieri dato uno schiaffo a tutte quelle donne che non sapendosi rialzare con un " non mi voleva " si dicevano " non era quello giusto " , avrebbe continuato a guardare male chi per non dire " l'ho perso " denigrava un amore finito male, trovava irritante quelle del " dobbiamo crederci ancora " quando forse il ragionamento giusto sarebbe stato " devo crederci nel modo giusto " .
Era una donna più da spine che da rose.
- Deborah Simeone
martedì 15 ottobre 2013
SI PUO' FAREEEE!
Quanto tempo che non mi prendo cura del mio nascondiglio segreto;
sarà che da quando sono tornata da Londra ho fatto tante cose tranne quella di fermarmi a pensare e, magari, buttare giù quattro righe. E a questo posso porre rimedio.
sarà che da quando sono tornata da Londra ho fatto tante cose tranne quella di fermarmi a pensare e, magari, buttare giù quattro righe. E a questo posso porre rimedio.
Il ritorno a Roma non è stato eccezionale probabilmente perché sono DOVUTA tornare e quindi non è stata una decisione presa per mia volontà.
I primi giorni è stata dura, molto, ma andando avanti con i giorni mi rendo conto che è sempre peggio -.- no, veramente sto sviluppando una particolarissima forma allergica alla maleducazione e alla cafonaggine del popolo romano.
Ma dopo tutto vi sono anche i lati positivi:
- ad esempio i panni vengono puliti e non c’è bisogno del secondo lavaggio;
I primi giorni è stata dura, molto, ma andando avanti con i giorni mi rendo conto che è sempre peggio -.- no, veramente sto sviluppando una particolarissima forma allergica alla maleducazione e alla cafonaggine del popolo romano.
Ma dopo tutto vi sono anche i lati positivi:
- ad esempio i panni vengono puliti e non c’è bisogno del secondo lavaggio;
- se faccio tardi la sera trovo la cena pronta (visto che spesso per la stanchezza di una giornata di lavoro digiunavo)
- il non passare il giorno libero a vagare per una city che, anche se bella, mette tristezza se visitata da sola;
- se non mi va di lavare i piatti c'è chi lo fa per me no, aspettate questa è una cazzata!
Comunque, i lati positivi del vivere a Roma ci sono. Come ci sono i lati positivi e negativi nel vivere in una città come Londra; un esempio, ho trovato molto pesanti alcuni giorni passati da sola, anche se non ho mai avuto alcun problema in passato a stare con me stessa.
Ma adesso mettiamo un bel punto al capitolo "Londra" che tanto è li ferma e attenderà il mio ritorno definitivo e prepariamoci alla vita reale con tanti progetti e voglia di fare.
Ovviamente la voglia di fare non si riferisce al voler andare a scuola (quello è un dovere), ma alla mia ferma convinzione che io da "grande" farò la fotografa e devo costruire le basi per poter un giorno guadagnare facendo ciò che più mi piace e mi riesce. I prossimi passi per il mio successo sono:
Ovviamente la voglia di fare non si riferisce al voler andare a scuola (quello è un dovere), ma alla mia ferma convinzione che io da "grande" farò la fotografa e devo costruire le basi per poter un giorno guadagnare facendo ciò che più mi piace e mi riesce. I prossimi passi per il mio successo sono:
- continuare a studiare inglese
- comprare un bel libro di teoria fotografica e mangiarlo letteralmente
- fare un bel corso "serio" di fotografia
- iniziare ad utilizzare photoshop
- prendere la patente (ho 20 anni e direi che è ora!)
E con questo vi do la buonanotte ee.... FATEMI GLI AUGURI!!!!!!!
mercoledì 2 ottobre 2013
...e se avessi trovato il mio posto nel mondo?
624. Solo un numero da comporre su una tastiera telefonica. Tre cifre da digitare con il solo dito indice della mano destra.
Ma quel 624 non lo chiamai mai, così come mai riuscii a parlare con il ragazzo dagli occhi nocciola; e forse è stato meglio così...
Ma non si può piangere per sempre; così arrivò la consapevolezza di dover andare avanti, di dover cambiare vita e non guardarsi indietro.
Fare i biglietti dell'aereo di sola andata senza pensarci troppo e senza organizzare molto: destinazione Londra. Un avventura desiderata da tempo e si credeva non facile da conquistare ma poi una mattina ti svegli e ti rendi conto che stai per partire e non vedrai più casa per diversi mesi; e li capisci che sei cresciuta, che il tuo tempo è arrivato e che devi, e puoi farcela da sola...
E quando approdi in una città meravigliosa come Londra è impossibile non farsi trascinare dalle emozioni e dalla voglia di restare indipendente a vita, ma le responsabilità si fanno sentire e sai che quello che non hai terminato in passato si ripresente nel futuro mettendoti i bastoni tra le ruote, come a dire:《vola basso che non sei ancora grande》.
E anche se il sapore della libertà ti lascia un gusto travolgente, una mattina ti svegli e devi fare il biglietto di ritorno; con grande dispiacere e malinconia torni a casa dove ad aspettarti trovi tua madre, tuo padre e tua sorella che ti guardano con l’aria di chi non respira da parecchio tempo, più o meno il tempo che sei stata via.
E a te batte il cuore fortissimo e le lacrime e i singhiozzi non intendono fermarsi ma ti rendi conto che non è perché ai riabbracciato i tuoi cari…
Prima di partire:
E anche se troppo velocemente è arrivata la mia ultima notte a Londra. Le ultime ore prima di tornare nella monotonia di Roma e della vita che mi attende. Si, felice di rivedere alcune persone che mi sono mancate come la mia sister, i mie pelosetti e pochi altri ma so che sentirò ancor di più la mancanza di ciò che ho trovato qui, del calore che si sente anche se fa freddo, la tranquillità che questa città ti trasmette anche se caotica, l'indipendenza, il contare solo su me stessa, le persone che ho conosciuto e che mi sono entrate nel cuore.
Tornare a Roma fa effetto ma lasciare CASA MIA è devastante!
Ma quel 624 non lo chiamai mai, così come mai riuscii a parlare con il ragazzo dagli occhi nocciola; e forse è stato meglio così...
Ma non si può piangere per sempre; così arrivò la consapevolezza di dover andare avanti, di dover cambiare vita e non guardarsi indietro.
Fare i biglietti dell'aereo di sola andata senza pensarci troppo e senza organizzare molto: destinazione Londra. Un avventura desiderata da tempo e si credeva non facile da conquistare ma poi una mattina ti svegli e ti rendi conto che stai per partire e non vedrai più casa per diversi mesi; e li capisci che sei cresciuta, che il tuo tempo è arrivato e che devi, e puoi farcela da sola...
E quando approdi in una città meravigliosa come Londra è impossibile non farsi trascinare dalle emozioni e dalla voglia di restare indipendente a vita, ma le responsabilità si fanno sentire e sai che quello che non hai terminato in passato si ripresente nel futuro mettendoti i bastoni tra le ruote, come a dire:《vola basso che non sei ancora grande》.
E anche se il sapore della libertà ti lascia un gusto travolgente, una mattina ti svegli e devi fare il biglietto di ritorno; con grande dispiacere e malinconia torni a casa dove ad aspettarti trovi tua madre, tuo padre e tua sorella che ti guardano con l’aria di chi non respira da parecchio tempo, più o meno il tempo che sei stata via.
E a te batte il cuore fortissimo e le lacrime e i singhiozzi non intendono fermarsi ma ti rendi conto che non è perché ai riabbracciato i tuoi cari…
E anche se troppo velocemente è arrivata la mia ultima notte a Londra. Le ultime ore prima di tornare nella monotonia di Roma e della vita che mi attende. Si, felice di rivedere alcune persone che mi sono mancate come la mia sister, i mie pelosetti e pochi altri ma so che sentirò ancor di più la mancanza di ciò che ho trovato qui, del calore che si sente anche se fa freddo, la tranquillità che questa città ti trasmette anche se caotica, l'indipendenza, il contare solo su me stessa, le persone che ho conosciuto e che mi sono entrate nel cuore.
Tornare a Roma fa effetto ma lasciare CASA MIA è devastante!
domenica 25 agosto 2013
Ma na cosetta facile io mai è!!!!!!!!
Incomincio con il comunicarvi che a Londra si rimorchia una cifra; detto questo...
Il posto in cui lavoro è frequentato da uomini d'affari belli ed eleganti; tassisti (credo si dica cosi), operai, frequentatori di palestre situate nei dintorni (ovviamente ci vengono anche le donne ma loro non interessano a nessuno.... non a me comunque); io sono l'unica donna tra lo staff e (non per vantarmi ma giuro su mia sorella che è la pura verità) vengo riempita di complimenti sul mio aspetto (sopratutto il sorriso e gli occhi) e sul mio modo di comportarmi (gentile ed elegante) ed è bellissima questa cosa, perchè lavorare li dentro mi sta dando la possibilità di far salire alle stelle la mia autostima, che come tutti sapete ultimamente scarseggiava....Tra tutti questi bei maschioni, ovviamente, c'è quello che mi ha colpito forte, quello che ci sta provando (e forse ci sta riuscendo), quello che ci prova disperatamente ma che non ha speranze, quello che potrebbe essere mio nonno e mi sa di viscido e tanti altri...
Vi parlerò solo dei più importanti. I primi due.
Inizio con colui che ci sta provando dal primo giorno che mi ha visto (è amico del mio boss e quindi viene in negozio tutti i giorni, anche più volte al giorno); Aziz. Bello, alto, mulatto, fisico asciutto ma non muscoloso, simpatico, giocherellone, don giovanni, gentile, sexy, elegante, benestante.... fate un pò voi.... unico, enorme, colossale difetto: avrà minimo 30 anni più di me e non va bene... ma oggi, è stato diverso; non so spiegare perchè diverso ma oggi mi ha quasi portata ad accettare il suo invito fuori quando, mentre parlava con due tipi che conosceva, smette di parlare, mi guarda e mi dice "You're dangerous for me!" con un sorriso dispiaciuto.
Che dire, sono cose che fanno effetto.... Noo??
L'altro invece è la mia sfida personale... Gli piaccio, l'ho capito ma vorrei fare quello che non sono riuscita a fare con Stefano; e devo sbrigarmi anche, prima che mi piaccia più del lecito e rinunci anche questa volta.
Lui è un uomo affascinante, non bellissimo ma piacevole da guardare, fa l'organizzatore di eventi e a settembre andrà a roma e allora io gli ho detto (provocatrice nata) <<Ci vediamo la?>> e lui <<assolutamente>>. Credo anche che sia quello che mi ci vuole ma non so se sia sposto o impegnato o altro.... Ma nella peggiore delle ipotesi non lo vedrei più dopo.
Comunque sono molto confusa perchè anche se mi piace Aziz, se avessi la possibilità di avere il tipo (di cui non so il nome), non avrei tanto su cui riflettere.... sceglierei lui!
Il posto in cui lavoro è frequentato da uomini d'affari belli ed eleganti; tassisti (credo si dica cosi), operai, frequentatori di palestre situate nei dintorni (ovviamente ci vengono anche le donne ma loro non interessano a nessuno.... non a me comunque); io sono l'unica donna tra lo staff e (non per vantarmi ma giuro su mia sorella che è la pura verità) vengo riempita di complimenti sul mio aspetto (sopratutto il sorriso e gli occhi) e sul mio modo di comportarmi (gentile ed elegante) ed è bellissima questa cosa, perchè lavorare li dentro mi sta dando la possibilità di far salire alle stelle la mia autostima, che come tutti sapete ultimamente scarseggiava....Tra tutti questi bei maschioni, ovviamente, c'è quello che mi ha colpito forte, quello che ci sta provando (e forse ci sta riuscendo), quello che ci prova disperatamente ma che non ha speranze, quello che potrebbe essere mio nonno e mi sa di viscido e tanti altri...
Vi parlerò solo dei più importanti. I primi due.
Inizio con colui che ci sta provando dal primo giorno che mi ha visto (è amico del mio boss e quindi viene in negozio tutti i giorni, anche più volte al giorno); Aziz. Bello, alto, mulatto, fisico asciutto ma non muscoloso, simpatico, giocherellone, don giovanni, gentile, sexy, elegante, benestante.... fate un pò voi.... unico, enorme, colossale difetto: avrà minimo 30 anni più di me e non va bene... ma oggi, è stato diverso; non so spiegare perchè diverso ma oggi mi ha quasi portata ad accettare il suo invito fuori quando, mentre parlava con due tipi che conosceva, smette di parlare, mi guarda e mi dice "You're dangerous for me!" con un sorriso dispiaciuto.
Che dire, sono cose che fanno effetto.... Noo??
L'altro invece è la mia sfida personale... Gli piaccio, l'ho capito ma vorrei fare quello che non sono riuscita a fare con Stefano; e devo sbrigarmi anche, prima che mi piaccia più del lecito e rinunci anche questa volta.
Lui è un uomo affascinante, non bellissimo ma piacevole da guardare, fa l'organizzatore di eventi e a settembre andrà a roma e allora io gli ho detto (provocatrice nata) <<Ci vediamo la?>> e lui <<assolutamente>>. Credo anche che sia quello che mi ci vuole ma non so se sia sposto o impegnato o altro.... Ma nella peggiore delle ipotesi non lo vedrei più dopo.
Comunque sono molto confusa perchè anche se mi piace Aziz, se avessi la possibilità di avere il tipo (di cui non so il nome), non avrei tanto su cui riflettere.... sceglierei lui!
domenica 11 agosto 2013
Dannata convivenza #echecazzo!
La convivenza ragazze mie è DURA! Soprattutto se dividi la casa con 5 ragazzini neo 18enni che hanno avuto il culo pulito dalla madre fino a ieri..... (scusate la durezza e le parole grosse ma sto uscendo fuori di testa).
NON NE POSSO PIU'...
Il posto in cui lavoro, a londra, è una specie di bar/tavola calda/minimarket un posto molto semplice, molto italiano dove a lavorare ci sono io e il boss. Ovviamente il boss fa fare le cose più scomode a me (più o meno giustamente, dopotutto è il boss): quindi spazzo e lavo il pavimento, pulisco il bagno, spolvero e rimpiazzo gli alimenti dagli scaffali, mi incollo le box di roba da portare in magazzino, lavo i piatti, le tazzine del caffè, cucino i primi piatti e la pizza, preparo i panini per i clienti, faccio la spesa per lo shop (perchè alcune cose le compriamo al mercato che costano meno).... Vabbè faccio tutto io praticamente, però non mi dispiace lavorare li dentro perchè anche se mi faccio un culo tanto esco da li dentro distrutta ma soddisfatta e poi l'ambiente è molto familiare e il boss è una brava persona.
Quindi dopo una giornatina in cui, mi sveglio alle 6 di mattina e torno a casa alle 6 di sera , dove non tocco una sedia nemmeno per un secondo, l'unica cosa che vorrei fare è tornare a casa, farmi una bella doccia, sgranocchiare qualcosa e buttarmi sul letto.... E invece non posso farlo perchè come arrivo a casa trovo lo schifo e mi tocca puli se non voglio mangiare e lavarmi nella merda.
Quindi che fai, il primo giorno lasci un bigliettino chiedendo gentilmente di lavare i piatti perchè nessuno li laverà al posto loro, il secondo giorno i piatti sono ancora li ma ti trovi un biglietto di risposta con un sacco di cazzate scritte, il bagno ovviamente schifo faceva e schifo fe. E quando finalmente riesco a parlare con un mostriciattolo di questi ti dice che qualcuno glie entrato in camera perchè gli sono spariti £20,00 pound.
E li il veleno sale e a quel punto sbotti e sono sbottata e le urla sono arrivate in capo al mondo penso ma non ne potevo più!
Per questo abbiamo deciso io e la mia amica di farci dare un'altra stanza per il poco tempo che ci rimane di stare qui, sarà un'ammazzata, casa nuova, incollarsi tutte le valigie e la roba.... ma non posso diventare pazza per questi schifosi!
Questo è il posto che o scritto la sera che sono tronata a casa e ho trovato lo schifo:
E poi torni a casa e trovi in cucina pile di piatti sporchi, piano cottura incrostato di pomodoro (ed altro), briciole sul tavolino e ovviamente a terra, dentifricio nel lavandino del bagno e la tazza del bagno sporca.... dannata convivenza!#echecazzo!
Perdonatemi se il post è scritto male, incasinato, con qualche errore....
giovedì 1 agosto 2013
Veloce come il vento
E poi in 3 giorni ti rendi conto che non hai capito nulla... la cotta per il 18enne è passata in un batter d'occhio; è bastato rendersi conto che ha 18 anni e si percepisce in tutto cio che fa; e forse è anche giusto così! (E per altre cose che è meglio non raccintare)
In casa è arrivato un nuovo ragazzo, è di Venezia ed è il classico galletto da discoteca ma lo trovo molto simpatico e ultimamente ci ritroviamo spesso insieme a dire stupitate.. e anche se la mia amica dice che secondo lei a me piace sto vecio (vecchio in veneziano) io non la penso così;: mi è molto simpatico e mi trovo bene con lui, ma niente di più (ne sono sicura)!
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