Siamo alle solite, scrivo una volta ogni morta de Papa (detto alla romana).
Non resco ad essere costante nelle cose che mi interessano. Sono sempre prese da mille situazioni da non riuscire a coltivarle tutte come vorrei.
Non credo sia del tutto negativo, anche se non do la giusta attenzione ad alcune di queste, perchè comunque avere più interessi rende la vita piena e questa è una cosa molto positiva, almeno dal mio punto di vista.
Sono così in tante cose, ma non in tutte.
Il mio lavoro lo svolgo al meglio e con entusiasmo, cosa che mi viene riconosciuta e che, ovviamente, mi riempie di gioia ed orgoglio.
Certo non è sempre tutto facile, ma quello fa parte della vita in generale, ed io sono ben allenata.
Sto scoprendo alcuni lati di me, da quando ho intrapreso questo nuovo percorso, da lasciare senza parole me e le persone che mi conoscono fuori da quel contesto; non so se sia del tutta strana come cosa, però è sicuramente particolare.
Riesco ad essere precisa, puntuale, rigorosa, premurosa, paziente, responsabile e comprensiva; tutte qualità che non mi sono mai appartenute, ma che in fondo (credo) abbiano sempre fatto parte di me, dovevano solo uscire fuori.
Una persona nuova? O forse solo più matura?
Comunque dal punto di vista sentimentale sono sempre e solo un disastro.
Per l'ennesiamo volta mi sta interessando una persona non completamente libera; sono un caso patologico!
sabato 11 novembre 2017
martedì 17 ottobre 2017
La maestra Martina
Giorno 4.
No, non vi siete persi i primi 3 giorni, è che non li ho scritti proprio; inizio da qui.
Quarto giorno di lavoro, che poi chiamarlo lavoro è ridicolo, sono in una classe con 12/15 bambini dove il il più grande ha 9 mesi. Pane per i miei denti.
Credo di essere la donna più felice del mondo al momento perchè il lavoro mi appaga come pochi, è sempre stato così e quando non l'ho avuto sono stata tanto male, sarà il mio bisogno di sentirmi indipendente, utile, capace di ricevere qualcosa frutto del mio lavoro: tutto questo mi fa sentire bene e forte.
Anche se le forze a fine giornata sono scarse perchè in tutta la loro bellezza e coccolosità ti fanno correre avanti e indietro tutto il giorno assorbendti tutte la forze. Ma dopo il sonnellino, qunado si destano e spalancano quegli occhioni lucidi, regalandoti quei sorrisi pieni d'amore, lì, ti senti veramente realizzato (o almeno a me fanno sentire così).
Sono felice, mi alzo la mattina e non mi pesa, vado al lavoro e non mi pesa, esco da lavoro e sono strafelice.... si può chiedere di più??
Ah si, ora voglio un figlio....
venerdì 6 ottobre 2017
Paolo.
Ci sono persone che
nella vita arrivano sempre nel momento sbagliato.
Ecco, io sono una di
queste!
È tanto che non
scrivo sulla mia vita privata, ma in passato ho scritto tanto…
Chi mi leggeva,
ricorderà sicuramente i miei disastri “d’amore” (che
poi se in fondo in fondo fosse amore non l’ho mai capito); tanti
nomi che, oggi, non vogliono dire quasi più niente, ma questa cosa
non vale per tutti.
Ci sono delle
tempistiche che vanno rispettate anche in questo campo, ed io, è un
vita che sono in ritardo.
Paolo. Parliamo di
lui… Un gran amatore, un gran provocatore, un gran paraculo!
Si, ovviamente
l’essere paraculo era la cosa che più mi attirava, ma anche la
cosa che mi ha fregata.
Avete letto bene,
“era”, perché è iniziata e finita in un battito di
ciglia.
È iniziata
velocemente, entrambi consapevoli di quello che era, e di quello che
eravamo; non avevamo bisogno di mentire, perché volevamo la stessa
cosa.
Io libera come un
granello di sabbia nell’oceano, lui non propriamente libero!
Eravamo
complementari, ci piacevano le stesse cose in parecchi campi e credo
di non essermi sentita così tanto desiderata mai nella vita.
La strange
situation è andata avanti per un paio di mesi. Ho cercato di non
pensare minimamente al “poi”, ma il “poi”,
prima o poi, arriva sempre.
La sua tipa
viaggiava per lavoro, questo ci ha permesso di vivere il rapporto
completamente, senza privarci di nulla; abbiamo cenato, pranzato, ci
siamo svegliati insieme, abbiamo fatto colazione tra le lenzuola dopo
una serata alcolica… tutto ciò che ci si aspetta da un rapporto
(credo).
Poi, arriva la prima
sera lontani, dopo tante sere insieme. Mi chiama. Gli manco. Mi
racconta nel dettaglio tutto quello che vorrebbe in quel momento
(telefonate per adulti insomma); poi, cade la linea…
Mi richiama. È
molto tardi. Le parole esatte sono state “Scusami tesoro, si era
svegliata lei”.
La sensazione non è
possibile descriverla: rabbia, delusione, imbarazzo, gelosia,
fastidio e poi black out.
Percepivo lui che
recitava una quantità infinita di scuse, che però non mi
arrivavano.
Nella mia testa
rimbombava la frase sentita come un martello demolitore in azione, e
l’unica cosa a cui riuscivo a pensare era perché…
Perché
mi chiami tesoro, per
la prima volta, in questa
situazione? Perché mi chiami al telefono
se lei è lì con te? Perché lei è lì con te? Perché non mi
avverti che lei è lì con te?
La
strange situation è
andata avanti per pochi altri giorni dopo quella sera.
Ho
avuto una gran paura di innamorarmi e non ne avevo diritto, ho avuto
paura di farmi male e non ne avevo voglia.
Certi
denti vanno levati senza pensarci troppo… e prima che arrivi il
“poi”.
Chi sono io? Cosa sarò? Che cosa sono stato?
Tra quello che ho vissuto e quello che ho immaginato.
Ora di te cosa farò, é così complicato
Se muoio già dalla voglia di ricordarti a memoria
martedì 19 settembre 2017
Ms Darcy Style
Molto spesso mi capita di ascoltare coppie che raccontano di come sia avvenuto il primo incontro e sempre più di frequente è capitato di sentir iniziare questo racconto con “l’ho conosciuto su internet”, “mi ha aggiunto su facebook”, “ha messo like alla mia foto su instagram”.
Ora, sono consapevole di essere una persona alquanto particolare, nel senso che, come Ms Darcy di Orgoglio e pregiudizio della Austen, fatico ad approcciare con persone mai viste prima nella vita, di solito mi ci vuole un po’ per sciogliermi e sicuramente ho bisogno di essere stimolata nel dialogare.
Ovvio, non posso mica pretendere che un ragazzo mi rincorra per strada solo perché i nostri sguardi si sono incrociati per caso e naturalmente non posso neppure lasciare tutto il lavoro sporco al medesimo ragazzo; quindi la domanda è: in quest’epoca, dove tutto gira intorno ad internet, come si fa a conoscere un ragazzo incontrato per caso in strada?
Nello specifico: oggi, fuori l’ospedale Vannini di Roma, ho notato un ragazzo nel complesso molto carino; lui ha notato me, i nostri occhi si sono appartenuti per un nano secondo molto piacevole e poi io ho continuato per la mia strada e lui per la sua… peccato!
All’interno dell’ospedale ci siamo rincontrati e ci siamo riguardati, sempre per un momento. Io cercavo il reparto giusto, lui sicuramente stava lavorando perché aveva uno di quei carrelli con cui si trasportano grandi carichi, poi io ho continuato a cercare il reparto giusto mentre lui era li, fermo, in attesa che le porte dell’ascensore si aprissero e in quell’occasione ci siamo guardati ancora qualche volta.
Che cosa si fa in questi casi? Si lascia che le persone ti sfilino davanti senza la possibilità di fare nulla? Qual è il modo più giusto di comportarsi? Esiste un manuale? Un corso d'aggiornamento?
E lui avrebbe dovuto fare qualcosa? Ma poi, non è che mi guardava per cercare di capire perché mai io lo guardassi?
Una montagna di domande senza alcuna risposta, ma una certezza infondo c’è: grazie agli eventi, e al mio carattere alla Ms Darcy style, non lo saprò mai...
Ora, sono consapevole di essere una persona alquanto particolare, nel senso che, come Ms Darcy di Orgoglio e pregiudizio della Austen, fatico ad approcciare con persone mai viste prima nella vita, di solito mi ci vuole un po’ per sciogliermi e sicuramente ho bisogno di essere stimolata nel dialogare.
Ovvio, non posso mica pretendere che un ragazzo mi rincorra per strada solo perché i nostri sguardi si sono incrociati per caso e naturalmente non posso neppure lasciare tutto il lavoro sporco al medesimo ragazzo; quindi la domanda è: in quest’epoca, dove tutto gira intorno ad internet, come si fa a conoscere un ragazzo incontrato per caso in strada?
Nello specifico: oggi, fuori l’ospedale Vannini di Roma, ho notato un ragazzo nel complesso molto carino; lui ha notato me, i nostri occhi si sono appartenuti per un nano secondo molto piacevole e poi io ho continuato per la mia strada e lui per la sua… peccato!
All’interno dell’ospedale ci siamo rincontrati e ci siamo riguardati, sempre per un momento. Io cercavo il reparto giusto, lui sicuramente stava lavorando perché aveva uno di quei carrelli con cui si trasportano grandi carichi, poi io ho continuato a cercare il reparto giusto mentre lui era li, fermo, in attesa che le porte dell’ascensore si aprissero e in quell’occasione ci siamo guardati ancora qualche volta.
Che cosa si fa in questi casi? Si lascia che le persone ti sfilino davanti senza la possibilità di fare nulla? Qual è il modo più giusto di comportarsi? Esiste un manuale? Un corso d'aggiornamento?
E lui avrebbe dovuto fare qualcosa? Ma poi, non è che mi guardava per cercare di capire perché mai io lo guardassi?
Una montagna di domande senza alcuna risposta, ma una certezza infondo c’è: grazie agli eventi, e al mio carattere alla Ms Darcy style, non lo saprò mai...
martedì 28 aprile 2015
mercoledì 10 dicembre 2014
Mi sto perdendo in un bicchiere d'acqua.
Non scrivo da molto.
Sarà la consapevolezza di non saperlo fare,
sarà che ho riletto le cazzate scritte.
Sarà che il periodo di buio non passa,
sarà che non so di cosa scrivere.
Sarà che sono cambiata,
sarà che non ho più tempo.
Aspetterò che arrivi luglio. Lo aspetterò con ansia, ma non si affrettasse ad arrivare che di cose da sistemare prima di quella data ce ne sono; e una volta giunto sarà o una vittoria, o una tremenda sconfitta... in entrambi i casi la mia vita cambierà, e in entrambi casi ho il terrore di non saperla gestire.
#mistoperdendoinunbicchieredacqua
Sarà la consapevolezza di non saperlo fare,
sarà che ho riletto le cazzate scritte.
Sarà che il periodo di buio non passa,
sarà che non so di cosa scrivere.
Sarà che sono cambiata,
sarà che non ho più tempo.
Aspetterò che arrivi luglio. Lo aspetterò con ansia, ma non si affrettasse ad arrivare che di cose da sistemare prima di quella data ce ne sono; e una volta giunto sarà o una vittoria, o una tremenda sconfitta... in entrambi i casi la mia vita cambierà, e in entrambi casi ho il terrore di non saperla gestire.
#mistoperdendoinunbicchieredacqua
giovedì 16 ottobre 2014
Il saggio non concepisce la guerra e la bandisce a partire dalle relazioni interumane, mentre chi vuole la guerra l'applica già dentro casa, tra vicini, tra compagni di lavoro, nella scuola, come sistema di educazione che è prima di tutto strategia di lotta. La saggezza chiede che non si faccia la guerra e che si chiuda il mercato delle armi e poi che si calmino gli animi. Senza la cessazione della produzione degli strumenti di guerra, la guerra continuerà e la si farà dovunque e per i più futili motivi, pur di consumare armi e di continuare a produrle, e il loro uso significa solo morte, morte di soldati e di civili poiché nessuno più combatte nei campi di battaglia lontano dalle città.
La guerra, oltre alla morte attuale, produce odio che fomenterà voglia di nuove guerre; e l'odio è lo sport preferito dalle industrie belliche che vivono di bambini e di donne massacrati dalle bombe intelligenti, dalle mine antibambino. Se si rompono i corpi senza ammazzare, si attiva una industria dell'handicappato di guerra che è sempre sussidiaria a quella dell'ammazzare diretto.
Il potere vuole la guerra e l'odio che la rende perenne, la saggezza non conosce l'odio e non sa concepire la guerra, anche se la conosce e si sente importante nei suoi confronti. La guerra è dentro il potere, fa parte della mente alterata dal possedere e dal possedere sempre di più che riduce la testa a un magazzino o a Il saggio non concepisce la guerra e la bandisce a partire dalle relazioni interumane, mentre chi vuole la guerra l'applica già dentro casa, tra vicini, tra compagni di lavoro, nella scuola, come sistema di educazione che è prima di tutto strategia di lotta. La saggezza chiede che non si faccia la guerra e che si chiuda il mercato delle armi e poi che si calmino gli animi. Senza la cessazione della produzione degli strumenti di guerra, la guerra continuerà e la si farà dovunque e per i più futili motivi, pur di consumare armi e di continuare a produrle, e il loro uso significa solo morte, morte di soldati e di civili poiché nessuno più combatte nei campi di battaglia lontano dalle città.
La guerra, oltre alla morte attuale, produce odio che fomenterà voglia di nuove guerre; e l'odio è lo sport preferito dalle industrie belliche che vivono di bambini e di donne massacrati dalle bombe intelligenti, dalle mine antibambino. Se si rompono i corpi senza ammazzare, si attiva una industria dell'handicappato di guerra che è sempre sussidiaria a quella dell'ammazzare diretto.
Il potere vuole la guerra e l'odio che la rende perenne, la saggezza non conosce l'odio e non sa concepire la guerra, anche se la conosce e si sente importante nei suoi confronti. La guerra è dentro il potere, fa parte della mente alterata dal possedere e dal possedere sempre di più che riduce la testa a un magazzino o a centrale di contabilizzazione dell'avere e del desiderio di avere. E la guerra è un sistema per avere presto e tanto.
La pace non è un miraggio, ma una necessità di esistenza centrale di contabilizzazione dell'avere e del desiderio di avere. E la guerra è un sistema per avere presto e tanto.
La pace non è un miraggio, ma una necessità di esistenza.
--Vittorino Andreoli.
venerdì 5 settembre 2014
Anche se si è consci dell'ineluttabilità del fato, ci si può trovare impreparati;
molti vorrebbero fuggire dal proprio destino, ma è tutto predisposto.
Allora siamo senza speranza? Siamo burattini?
No, i momenti cruciali arriveranno comunque, ciò che conta è come si reagirà e quello a cui ognuno di noi è destinato apparirà chiaro.
molti vorrebbero fuggire dal proprio destino, ma è tutto predisposto.
Allora siamo senza speranza? Siamo burattini?
No, i momenti cruciali arriveranno comunque, ciò che conta è come si reagirà e quello a cui ognuno di noi è destinato apparirà chiaro.
domenica 1 giugno 2014
Radiohead - Creep
I WANT YOU TO NOTICE WHEN I'M NOT AROUND
Ultimamente ho il rifiuto di ogni tipo di social network, per questo sono sparita dal web.
Il clima e le buone giornate mi invogliano al passare più tempo possibile in giro, visto che ne passo già abbastanza in camera a studiare.
Una cosa di cui non mi sono stancata, e che non mi stancherà mai, è ovviamente la musica e per questa sera mi piacerebbe deliziarvi di un brano a me molto caro, che mi provoca pelle d'oca e tachicardia.
Ieri sera ho avuto modo di ascoltarlo live, in un pub a san lorenzo (san lollo, per gli amici), cantato da una donna bravissima, che ammiro e stimo molto.
Lei è un insegnatedicanto/amica di mia sorella, anch'essa cantante.
Via lascio in buone note, buonanotte!
mercoledì 14 maggio 2014
Progetto SanBa!
Cambiare volto al quartiere dipingendo i palazzi.
A Roma è partito il progetto SanBa, che ha l'obiettivo di ridisegnare l'estetica del quartiere San Basilio.
LIQEN e Agostino Iacurci dipingeranno quattro facciate degli edifici messi a disposizione dall’Ater in via Fabriano e in via Recanati.
Gli abitanti dei palazzi hanno scelto i soggetti delle opere dei due artisti con riunioni di condominio e speech di avvicinamento e sensibilizzazione all'arte contemporanea.
Non scelte calate dall’alto, dunque, ma, come ha dichiarato Simone Pallotta del team Walls, curatore artistico di Sanba, “un’arte pubblica nel vero senso della parola, che rende partecipanti attivi gli abitanti del quartiere tenendo conto dei loro desideri e delle loro esigenze. Un’arte partecipata che mira comunque alla produzione di opere contemporanee potenti e di grande valore grazie al coinvolgimento dei migliori artisti. Il nostro auspicio è quello di valorizzare territori difficili creando nuovi flussi turistici dal centro alle periferie."
LIQEN e Agostino Iacurci dipingeranno quattro facciate degli edifici messi a disposizione dall’Ater in via Fabriano e in via Recanati.
Gli abitanti dei palazzi hanno scelto i soggetti delle opere dei due artisti con riunioni di condominio e speech di avvicinamento e sensibilizzazione all'arte contemporanea.
Non scelte calate dall’alto, dunque, ma, come ha dichiarato Simone Pallotta del team Walls, curatore artistico di Sanba, “un’arte pubblica nel vero senso della parola, che rende partecipanti attivi gli abitanti del quartiere tenendo conto dei loro desideri e delle loro esigenze. Un’arte partecipata che mira comunque alla produzione di opere contemporanee potenti e di grande valore grazie al coinvolgimento dei migliori artisti. Il nostro auspicio è quello di valorizzare territori difficili creando nuovi flussi turistici dal centro alle periferie."
Sanba sarà anche un documentario: la casa di produzione cinematografica Kinesis ha infatti tenuto un corso di scrittura creativa al liceo Von Neumann e sta realizzando con l’apporto degli studenti un docufilm sull’intera manifestazione per la regia di Valentina Belli. L'iniziativa si concluderà il 30 maggio con una festa nel quartiere.
lunedì 12 maggio 2014
torna ad amare
Ho fatto un sogno, dal quale sono rinata.
I ricordi sono confusi, lontani, ma il necessario è rimasto.
Era da tempo che non sognavo Stefano, il ragazzo che mi ha sconvolto l’esistenza, l’unico che abbia mai amato, l’unico che avrei voluto avere e l’unico che non ho avuto.
Il mio amore platonico, più vero e più intenso di qualsiasi altro amore.
Nel sogno lui era più bello di quanto ricordassi, eravamo insieme più vicini di quanto siamo mai stati.
Parlavamo di ciò che è stato, di quello che è rimasto dentro di noi, delle lacrime versate e della voglia di poter cambiare le cose.
“La realtà è questa piccola mia, ho una famiglia, ho un figlio e non posso amarti come vorrei. Sei stata il battito che mi ha saputo rigenerare, ero morto prima di incontrare i tuoi occhi. Non dubitare mai di quello che c’è stato perché era puro, era vero. Segui la tua strada non smettere di vivere, torna ad amare”.
Il risveglio è stato particolare, mi sentivo appagata, rilassata, quasi felice e anche un po’ libera, sentivo che la mia vita sarebbe ricominciata o forse semplicemente andata avanti.
Anche se so che si è trattato solo di un sogno, era quello di cui avevo bisogno.
Rimarrò legata a quel ragazzo per sempre, ma adesso sono pronta a vivere la mia vita.
I ricordi sono confusi, lontani, ma il necessario è rimasto.
Era da tempo che non sognavo Stefano, il ragazzo che mi ha sconvolto l’esistenza, l’unico che abbia mai amato, l’unico che avrei voluto avere e l’unico che non ho avuto.
Il mio amore platonico, più vero e più intenso di qualsiasi altro amore.
Nel sogno lui era più bello di quanto ricordassi, eravamo insieme più vicini di quanto siamo mai stati.
Parlavamo di ciò che è stato, di quello che è rimasto dentro di noi, delle lacrime versate e della voglia di poter cambiare le cose.
“La realtà è questa piccola mia, ho una famiglia, ho un figlio e non posso amarti come vorrei. Sei stata il battito che mi ha saputo rigenerare, ero morto prima di incontrare i tuoi occhi. Non dubitare mai di quello che c’è stato perché era puro, era vero. Segui la tua strada non smettere di vivere, torna ad amare”.
Il risveglio è stato particolare, mi sentivo appagata, rilassata, quasi felice e anche un po’ libera, sentivo che la mia vita sarebbe ricominciata o forse semplicemente andata avanti.
Anche se so che si è trattato solo di un sogno, era quello di cui avevo bisogno.
Rimarrò legata a quel ragazzo per sempre, ma adesso sono pronta a vivere la mia vita.
sabato 3 maggio 2014
lunedì 28 aprile 2014
sabato 26 aprile 2014
giovedì 24 aprile 2014
L'arte del saperci fare..
La conoscenza.
Uno dei momenti più difficili secondo me.
Le prime conversazioni dove cerchi di mostrarti interessante, piacevole e disinvolto, ma dove quello che conta è rimanere te stesso.
Uno dei momenti più difficili secondo me.
Le prime conversazioni dove cerchi di mostrarti interessante, piacevole e disinvolto, ma dove quello che conta è rimanere te stesso.
Per una come me, di molte poche parole, che si agita durante questi momenti, è estremamente difficile farsi conoscere per quello che veramente si è.
Brucio momenti da una vita, ritrovandomi a mordere le mani per degli sbagli commessi, mossi dal mio modo terribilmente imbranato e assolutamente inesperto di ammaliatrice...
Brucio momenti da una vita, ritrovandomi a mordere le mani per degli sbagli commessi, mossi dal mio modo terribilmente imbranato e assolutamente inesperto di ammaliatrice...
martedì 15 aprile 2014
"Amare è soffrire.
Se non si vuol soffrire, non si deve amare.
Però allora si soffre di non amare.
Pertanto amare è soffrire, non amare è soffrire. Essere felice è amare: allora essere felice è soffrire.
Ma soffrire ci rende infelici.
Pertanto per essere infelici si deve amare.
O amare e soffrire.
O soffrire per troppa felicità.
Io spero che tu prenda appunti."
[ Amore e guerra di Woody Allen,]
giovedì 10 aprile 2014
Che poi dovevo solo capirlo io.
Abbiamo la consapevolezza che prima o poi tutto finisce, per questo viviamo con l'ansia.
Alle bugie rispondiamo con altre bugie.
Alle verità non sappiamo che rispondere.
Siamo oro nascosto sotto metri di terra.
Vivere.
Non c'è niente di giusto, niente di vero.
Prendete quel che volete, quel che potete.
Leggeri, appassionati, creativi.
Martina è libera, Martina può, Martina sorride!
mercoledì 26 marzo 2014
lunedì 17 marzo 2014
Serata Imperfetta; WEB II°
Una telefonata. Riccardo.
Era venerdì pomeriggio e i suoi non erano in casa, si programmò cosa indossare per l’invito ad uscire e si diresse in bagno, dove apri i rubinetti per far riempire la vasca e accese lo stereo; la stanza si colmò di vapore e musica.
Si immerse nell'acqua bollente cercando di rilassarsi, ma i pensieri le invasero la mente. Pensava al ragazzo del web, aveva una sensazione strana quando pensava a lui, come se stesse facendo qualcosa di sbagliato, come se lo stesse tradendo.
Le scappò un sorrisetto e scosse la testa quasi imbarazzata per ciò che stava pensando. Così chiuse gli occhi e si abbandonò, mentre lo stereo cantava, “butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno, giuro che lo farò, e oltre l'azzurro della tenda nell'azzurro io volerò”.
Uscita dalla vasca, si ricoprì di olio profumato e si asciugò i capelli; in camera si vestì e si truccò.
Il display del cellulare s' illuminó annunciando un messaggino di lui “sono qui sotto, ti aspetto”; posò il cellulare sulla scrivania e si sedette sul bordo del letto, con le mani giunte tra le gambe. Si sentì strana, non sentì quella fretta di scendere che si dovrebbe sentire quando si va ad un appuntamento.
Si alzò e si guardò allo specchio. Prese un kleenex e se lo passò sulle labbra per togliere il rossetto rosso. Si tolse il vestito nero troppo scollacciato, e si mise un maglioncino grigio molto largo, uno shorts sopra le calze e stivali bassi neri.
Così si sentiva più nei suoi panni, ma la strana sensazione che aveva non le passava.
Prese il cellulare e mise 20 euro nella tasca dello shorts, burro cacao e scese.
Lui la salutò e fece per baciarla sulle labbra, ma lei lo abbracciò per evitare il bacio e salirono in macchina.
Trascorsero 20 minuti in macchina e parlarono di cose ovvie, scontate, per niente incuriosenti, lei si finse cordiale, lui si finse interessante.
Arrivarono al pub. Le sue amiche lo frequentavano spesso e sperò di scorgere qualche faccia familiare tra la folla.
Si accostarono al bancone del bar. Lui le disse di aspettare un secondo, lei pensò che avrebbe aspettato anche tutta la vita.
Lui tornò, troppo presto, la prese per la mano e la tirò tra la gente come se fosse un mulo che non vuole saperne di camminare, facendola scontrare con varie persone.
Una volta al tavolo, si sistemarono e lui ordinò due calici di vino rosso, quando lei lo fermò e sostituì la sua ordinazione con una tennent’s.
Parlarono. Lui le strappò qualche bacio, ma lei non ne aveva voglia.
Ed ecco che tornò quella strana sensazione, che la spinse a chiedere di essere riaccompagnata a casa.
Poi una sua mail che la fece rilassare e sorridere.
Era venerdì pomeriggio e i suoi non erano in casa, si programmò cosa indossare per l’invito ad uscire e si diresse in bagno, dove apri i rubinetti per far riempire la vasca e accese lo stereo; la stanza si colmò di vapore e musica.
Si immerse nell'acqua bollente cercando di rilassarsi, ma i pensieri le invasero la mente. Pensava al ragazzo del web, aveva una sensazione strana quando pensava a lui, come se stesse facendo qualcosa di sbagliato, come se lo stesse tradendo.
Le scappò un sorrisetto e scosse la testa quasi imbarazzata per ciò che stava pensando. Così chiuse gli occhi e si abbandonò, mentre lo stereo cantava, “butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno, giuro che lo farò, e oltre l'azzurro della tenda nell'azzurro io volerò”.
Uscita dalla vasca, si ricoprì di olio profumato e si asciugò i capelli; in camera si vestì e si truccò.
Il display del cellulare s' illuminó annunciando un messaggino di lui “sono qui sotto, ti aspetto”; posò il cellulare sulla scrivania e si sedette sul bordo del letto, con le mani giunte tra le gambe. Si sentì strana, non sentì quella fretta di scendere che si dovrebbe sentire quando si va ad un appuntamento.
Si alzò e si guardò allo specchio. Prese un kleenex e se lo passò sulle labbra per togliere il rossetto rosso. Si tolse il vestito nero troppo scollacciato, e si mise un maglioncino grigio molto largo, uno shorts sopra le calze e stivali bassi neri.
Così si sentiva più nei suoi panni, ma la strana sensazione che aveva non le passava.
Prese il cellulare e mise 20 euro nella tasca dello shorts, burro cacao e scese.
Lui la salutò e fece per baciarla sulle labbra, ma lei lo abbracciò per evitare il bacio e salirono in macchina.
Trascorsero 20 minuti in macchina e parlarono di cose ovvie, scontate, per niente incuriosenti, lei si finse cordiale, lui si finse interessante.
Arrivarono al pub. Le sue amiche lo frequentavano spesso e sperò di scorgere qualche faccia familiare tra la folla.
Si accostarono al bancone del bar. Lui le disse di aspettare un secondo, lei pensò che avrebbe aspettato anche tutta la vita.
Lui tornò, troppo presto, la prese per la mano e la tirò tra la gente come se fosse un mulo che non vuole saperne di camminare, facendola scontrare con varie persone.
Una volta al tavolo, si sistemarono e lui ordinò due calici di vino rosso, quando lei lo fermò e sostituì la sua ordinazione con una tennent’s.
Parlarono. Lui le strappò qualche bacio, ma lei non ne aveva voglia.
Ed ecco che tornò quella strana sensazione, che la spinse a chiedere di essere riaccompagnata a casa.
Poi una sua mail che la fece rilassare e sorridere.
domenica 16 marzo 2014
E' pur sempre bellissima
un'emozione con le cadute e tutto il male
come una musica, come un dolore
lascia il suo segno e non si fa scordare l'anima in ogni sua imperfezione
ti fa cadere e rialzare
seguire logiche senza ragione
prendere e andare nel nome...
anche se non trovi le parole
hai girato il mondo dentro a un cuore intero...
nessuna replica, poco potere mentre decidi se ti puoi fidare il tuo momento ti viene a cercare
puoi solo credere forse saltare
come un elastico senza pensare
non c'è più tempo forse fa male
anche se non trovi le parole hai gitato il mondo dentro a un cuore...
anche se puoi perderti a cercare hai girato il mondo dentro a un cuore
e devi dire grazie a te se resti come sei
dire grazie a te che non ti lasci mai
anche se non riesci più a dormire
perchè non ci credi che è la fine
anche se non puoi ricominciare hai girato il mondo dentro a un cuore intero
un'emozione con le cadute e tutto il male
come una musica, come un dolore
lascia il suo segno e non si fa scordare l'anima in ogni sua imperfezione
ti fa cadere e rialzare
seguire logiche senza ragione
prendere e andare nel nome...
anche se non trovi le parole
hai girato il mondo dentro a un cuore intero...
nessuna replica, poco potere mentre decidi se ti puoi fidare il tuo momento ti viene a cercare
puoi solo credere forse saltare
come un elastico senza pensare
non c'è più tempo forse fa male
anche se non trovi le parole hai gitato il mondo dentro a un cuore...
anche se puoi perderti a cercare hai girato il mondo dentro a un cuore
e devi dire grazie a te se resti come sei
dire grazie a te che non ti lasci mai
anche se non riesci più a dormire
perchè non ci credi che è la fine
anche se non puoi ricominciare hai girato il mondo dentro a un cuore intero
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